martedì 28 maggio 2013

Due riflessioni su librerie e digitale

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E' notizia di pochi giorni fa che (secondo i dati di Amazon) l'ultimo romanzo di Dan Brown ha, per la prima volta, venduto più nell'edizione elettronica che ne quella cartacea. E in un mercato come quello italiano, dove la vendita degli e-book è circa il 2% della vendita di libri totale, si tratta di un traguardo niente male. E' vero che i dati provengono da Amazon, e quindi prendono come campione solo i lettori che si rivolgono al web per i loro acquisti, ma è un segnale molto interessante.
(A volerla vedere in modo cattivo, si potrebbe addirittura pensare che acquistando Inferno in versione digitale, poi puoi fare sparire le prove di averlo mai letto con molta più facilità.)
Nel frattempo, Stephen King annuncia che il suo prossimo lavoro sarà disponibile solo in versione cartacea. Per aiutare le librerie, che sono in crisi già da tempo.
Ma le librerie stesse, come corrono ai ripari?
Nei giorni scorsi mi son trovato a dover recuperare alcuni testi di Edgar Allan Poe. Il maestro. Il mito. L'inarrivabile. Non i racconti, altre cose. Ma altre cose di Poe, non di Aldino Buzzurri Scassalaminchia. Ho girato quattro librerie del centro, senza trovare quello che cercavo né avere previsioni di quando eventualmente i testi sarebbero arrivati. Negozi che però avevano pile interminabili di Dan Brown.
E che non hanno ancora capito quale sarà il loro ruolo in un mercato che è ormai completamente diverso da quello cui erano abituati fino a pochi anni fa.
Ah, alla fine Poe l'ho comprato su Amazon. Loro ce l'avevano.
Cari librai, io ci ho provato.
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