martedì 15 gennaio 2013

Due ti e due zeta

"Matteuzzi... due ti e due zeta". E' questa la frase che normalmente pronuncio quando cerco di far capire il mio nome a un interlocutore, soprattutto se questi deve scriverlo.
A me non sembra un cognome così complicato, ma evidentemente per qualcuno lo è. Mi perdonerete quindi questo post autoreferenziale nel quale ho raccolto alcuni degli errori trovati sul web quando si parla di me.
Cominciamo con quelli più comuni:



Le doppie sono sicuramente quelle che più facilmente sfuggono ai distratti. Anche il mio professore di matematica delle medie saltava sempre una ti quando mi chiamava per interrogarmi (però poi, sul registro, quattro lo scriveva con tutte le ti al posto giusto).


Poi ci sono i semplici errori di battitura, ma in fondo q in testo nn sembressere stto curato in nei detagli, no?


Qui non so se mi hanno confuso con quello dei divani o cosa sia successo. Sta di fatto che il cognome Natteuzzi non mi risulta che esista proprio, almeno in Italia.
Il seguente, l'ultimo della lista, è invece quello che più mi lascia interdetto, e rientra nella stessa vasta categoria di quando, sbagliandosi, mi chiamano Matteo (errore comprensibile) o Stefano (decisamente meno comprensibile). Per me è inspiegabile:

Ancora Giacomo non mi ci aveva chiamato nessuno. Lo aggiungo alla lista dei nomi ai quali voltarsi, non si sa mai...
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2 commenti:

  1. Anch'io specifico sempre le due zeta, da quando all'anagrafe (a Firenze, non a Bologna!) hanno capito due c e mi hanno detto che non esistevo. :-)

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  2. Mi hai fatto venire il dubbio di averlo scritto male, il tuo cognome... vado a controllare gli articoli su Dick e sulle traduzioni di Cerebus! ;-)

    nda

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