giovedì 20 settembre 2012

Truffatori della domenica

Questa è una storia di qualche giorno fa. Succede su un autobus, di pomeriggio. Vettura affollatissima di donne, bambini, borse della spesa, materassi e, si mormora (e l'odore sembra confermare), caprette tibetane.
L'autobus rallenta e si ferma davanti a una pensilina. Gente che scende, gente che sale. E poi non riparte. L'autista si affaccia al finestrino e dice qualcosa. Davanti, un'automobile impedisce di proseguire. I suoi occupanti sono scesi e si sono disposti lungo la fiancata sinistra del bus, in mezzo alla strada, bloccando il bus.
(Parte una musica a caso di Morricone, il vento si alza e porta polvere e odore di autospurgo.)
I quattro non si muovono. Hai tamponato la nostra auto, dicono. E ora ce la ripaghi.
Io non ho tamponato proprio nulla, risponde l'autista. Levatevi di lì o chiamo i vigili.
Litigano. Litigano. E poi litigano.
Sopra l'autobus la situazione è paradossale.
Boh, fa una vecchia. Io non ho sentito proprio nulla.
Un omiciattolo risponde: e su questi autobus si sente tutto, anche se arrotano una blatta.
Hanno la macchina danneggiata e se la vogliono far ripagare dall'Atc, conclude un saputello.
Intanto dal finestrino alla strada volano parole. Paroloni. Parolacce. La gente inizia a eccitarsi per questa incredibile nuova avventura del tutto inaspettata. Un signore dal lato finestrino prende un pacchetto di patatine, un ragazzino inizia a chiedere spiccioli in giro e una delle capre tibetane infila il muso in un sacchetto della spesa e ne esce sgranocchiando una carota.
Intanto i vigili arrivano davvero.
M'ha tamponato, dice il guidatore della macchina. E loro tre, continua indicando i suoi amici, erano con me e lo possono testimoniare.
Il vigile e l'autista dell'autobus si guardano e pensano la stessa cosa: quanto devi essere imbecille per organizzarti con tre testimoni finti contro un autobus sul quale di persone ce ne sono almeno sessanta, tutte incazzate con te per il tempo che gli stai facendo perdere?
Sono misteri ai quali nemmeno il tempo riuscirà a dare risposta.
Alla fine, i passeggeri dell'autobus sono poi arrivati a destinazione con 15 minuti di ritardo.
Quelli dell'auto con una denuncia per interruzione di pubblico servizio.
E si dice che la loro mamma sia di nuovo incinta...

3 commenti:

  1. E finche' lo fanno ad un autobus con 60 persone a bordo... ma questi la truffa la tentano anche con comuni automobilisti, magari fingendo di trasportare il nonno bisognoso di cure o la moglie incinta... sai quanti pagano al volo l'ammaccatura preesistente sul paraurti per non mettere in mezzo l'assicurazione? E sai quante volte la stessa ammaccatura viene pagata?

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  2. Avendo lavorato per 3 anni per una grossa compagnia di assicurazioni, posso dire che "non voler mettere in mezzo l'assicurazione" è un grosso autogol?

    Perché se hai ragione vuol dire "pago per non mettere in mezzo l'apparato di professionisti che non hanno voglia di pagare un sinistro inesistente".

    Se hai torto vuol dire "pago quello che mi dicono che devo pagare, senza i suddetti professionisti che faranno di tutto per pagare il meno possibile".


    E l'aumento della Classe di Merito (a.k.a.: "pago di più la polizza l'anno prossimo!) si può evitare, rimborsando la tua compagnia di quello che a sua volta ha pagato...

    Quindi a "mettere in mezzo l'assicurazione" o paghi di meno (evitando carrozzieri e/o medici compiacenti, che quando passa il perito fanno meno i furbini) o paghi uguale ma con delle garanzie legali extra!

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    1. Le assicurazioni, in teoria, funzionano benone, se non fosse che hanno la tendenza a farsi fregare. Ho avuto un incidente qualche anno fa, e quando ho segnalato al callcenter della mia assicurazione che il tamponato ci marciava l'operatrice ha risposto qualcosa del tipo "fa lo stesso" (l'imbroglione sosteneva di essere stato colpito, da dietro, cosi' forte da essere finito con la testa oltre il volante, quando la sua macchina aveva appena un graffietto sul paraurti e i miei figli non si erano nemmeno accorti dell'accaduto).
      Ma a parte questo, se tutti conivolgessero l'assicurazione (o meglio ancora, in caso di dubbio, chiamassero i vigili) di sicuro certe truffe come quella raccontata dal nostro Fran- avrebbero vita breve.
      E rallegraimoci del fatto che almeno questa volta gli e' andata male!

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