mercoledì 1 febbraio 2012

Ricordati che devi morire

Ormai l'hanno capito anche i sassi: la profezia dei maya (che in realtà non hanno predetto una sega nulla, ma fingiamo di credere il contrario), non è che una gigantesca macchina da soldi di esclusiva proprietà di Roberto Giacobbo (e altri ciarlatani in giro per il mondo), che del tutto privo del senso della vergogna continua ad attingere da questa panzana ogni volta che può.
Ebbene, visto che in fatto di arte io sono un ignorante completo, e visto anche che in contemporanea con Artefiera a Bologna è esposta anche la mirabolante scultura Memento Mori di Joe Venturi e Matteo Varsallona, ho deciso che era giunto il momento di elevare la mia condizione culturale a andarla a vedere. Dal momento che veniva presentata come "la scultura che esorcizza la profezia dei maya", un po' l'aria di puttanata l'avevo subodorata, ma essendo un inguaribile ottimista ci sono andato comunque.
(A questo proposito, immagino che gli autori abbiano chiesto al suddetto Giacobbo il permesso di utilizzare uno dei suoi argomenti preferiti.)
La scultura consta di un enorme teschio (la stampa dice sia alto 3 metri e mezzo, ma così a occhio è più basso), illuminato dall'interno. Da un'altra parte, fuori dalle fotografie, c'è un orologio che fa il conto alla rovescia per il 21 dicembre 2012, data in cui, secondo la profezia attribuita ai maya ma da loro mai nemmeno pensata, si avrà la fine del mondo.
Peccato, però, che prima dell'inaugurazione alcuni ragazzini armati di uniposca dorato siano riusciti a entrare nella sala dell'esposizione e abbiano irrimediabilmente danneggiato la scultura. Non avendo una rivista di gossip dalla quale prendere le foto a cui annerire i denti e disegnare bende da pirata sugli occhi, i piccoli monelli si sono infatti accaniti contro il teschione colorando ben quattro dei suoi numerosi denti. Pare che siano stati scoperti subito prima che iniziassero ad applicare anche la benda sull'occhio destro.
Come si vede dalle fotografie, il vernissage era molto affollato. E qualcuno dei presenti insisteva a dire che i denti erano stati colorati d'oro direttamente dagli autori dell'opera, ma io sono più propenso a credere alla versione precedente.
Insomma, un teschio per esorcizzare la fine del mondo, e quindi l'idea della morte (insomma, anche a voler credere alla profezia, si è deciso di seguire la concezione in assoluto più banale dell'idea di fine del mondo).
Peccato.
Avrei davvero preferito che i maya avessero specificato qualcosa tipo: "La fine del mondo avverrà in una gigantesca orgia!" A quel punto, magari, invece di un teschio di tre metri e mezzo i due avrebbero realizzato un pisellone delle stesse dimensioni. E si sarebbe potuto dire, in tutta tranquillità, che era una scultura del cazzo.

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