lunedì 24 ottobre 2011

La verità sulla mia scomunica

La nostra storia comincia lo scorso venerdì, verso le 11 del mattino. Il citofono suona: "Sono il Signore tuo Dio, c'è posta da firmare!"
Allora inforco le ciabattine rosa con le paillette che tanto piacciono ai nostri amati ecclesiastici in sottana e scendo a ritirare la busta speditami dall'Arcidiocesi di Firenze.
Apro, leggo e scrivo un commento su facebook che recita: "Mi è appena arrivata una scomunica per raccomandata!"
La lettera, essendo una comunicazione privata, non posso riportarla qui. Ma più in basso trovate la scansione delle note situate a fondo pagina.
Ora, il mio profilo Facebook non se lo fila nessuno, e ricevere 50 tra "mi piace" e commenti per me è una specie di record. Come anche che mi si dedichi una vignetta come quella qui a fianco (realizzata da Giovanna Seccafien, allieva della Scuola Internazionale di Comics di Padova), che mi vede ritratto insieme Stefano Tamiazzo, direttore della Scuola (che per fortuna nella realtà ha posizioni decisamente meno estreme di quelle attribuitegli da Giovanna).
Comunque sia, la maggior parte dei commenti spaziano da "Beato te!" a "Ti stimo!", fino a un "Da incorniciare subito!"
Ed è questo che mi fa riflettere. In un Paese in cui il 90enonsoquanto percento della popolazione è ufficialmente cattolica, la scomunica viene vista in modo positivo. Un po' come se una squadra di calcio festeggiasse il cartellino rosso dato a uno dei suoi. Ma questa è una squadra che il cartellino rosso non te lo dà facilmente, e non è a causa di Benedetto Papa (come qualcuno ha ipotizzato) che ho avuto la scomunica latae sententiae. No, molto più semplicemente ho inviato la richiesta per il cosiddetto sbattezzo (tutte le info le trovate qui, prendetevi cinque minuti per leggere il documento perché ne vale la pena) e la curia ha agito di conseguenza.
Adesso, quel santone bianco non parla più anche a nome mio, i preti bambinofili non hanno più il mio tacito avallo, ad attaccare gli omosessuali non è più il capo della mia chiesa e non sono più i miei rappresentanti religiosi a stabilire le regole del comportamento morale.
E vi dirò di più, l'apostasia costa solo 3,50 euro di raccomandata. Per quanto mi riguarda, un vero affare!
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6 commenti:

  1. Beh, ovviamente la vignetta è uno scherzo (meglio precisare in un paese dove chi fa ridere per professione viene criticato e chi fa ridere senza volerlo viene eletto presidente), so bene che Stefano non è di sicuro un bachettone moralista, tutt'altro! Inoltre la mia approvazione deriva dal fatto che ti sei preso la briga di toglierti dalla banda di falsi ipocriti che vengono a farti la predica e al contempo hanno Enrico De Pedis seppellito sotto le chiappe.Per quel 90 qualcosa per cento di cristiani...ricordati che la maggior parte della gente lo è solo su carta, perchè sua mamma, suo nonno, il suo bisnonno etc, etc, etc gli ha detto di andare a catechismo quando andava in prima elementare (posto dove fra l'altro ho subito i peggiori atti di bullismo di tutta la mia vita, argh!). E ora, tornando a fare i superficiali...non puoi ricevere le esequie a meno di un atto sincero di pentimento? Mmmmm...di dantesca memoria!

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  2. Tutto vero!
    La mia osservazione su Stefano è dovuta unicamente al fatto che non tutti i lettori di questo blog lo conoscono di persona. E' ovvio che la vignetta è scherzosa, ma sai com'è... meglio non dare niente per scontato:)

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  3. E questo, secondo alcuni, spiega com'e' che la tua sorellina si e' fatta una settimana di infortunio per una madonnina che le e' caduta sul polso... vendetta laterale???
    Ma alla mamma l'hai detto???

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  4. l'hai poi invocata con ferocia, la madonnina, quando ti è cascata addosso?
    comunque l'ho detto alla mamma, al babbo, alla nonna e pure alla maestra!

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