mercoledì 14 settembre 2011

Il fumetto è morto

Caro lettore di questo blog, ho una notizia per te. Siediti, perché non è una cosa bella.
I fumetti non esistono più. L'ha detto la tele. Stamani. Hanno mandato in onda la puntata di oggi di "La storia siamo noi" è la verità è venuta a galla.
Ti prego, guardala anche tu, la trovi in streaming qui.
Comincia dalla prima parte, e ti prego, non farti ingannare dagli iniziali Diabolìk e Dailan Dog perché il peggio arriva dopo. Vai avanti, e osserva come tutti parlano al passato. Di come i fumetti erano belli, di come erano bravi autori morti da tempo, di quando leggevamo i giornalini. E calcola mentalmente l'età media degli intervistati. Cerca di capire quanti degli autori che vedi sono ancora in attività.
Poi passa alla seconda parte, dove trovi autori che ancora lavorano. Alcuni, almeno. E osserva come l'avanguardia del fumetto sia oggi caratterizzata da Diabolik e Dylan Dog (stavolta pronunciati bene). E di come le altre testate che vengono citate sono solo Tex e Topolino.
E non dimentichiamoci di Andrea Pazienza, soprattutto perché nobilitato dalla collaborazione con Fellini.
Guardalo fino in fondo, e deprimiti. Poi, una volta arrivato alla fine del video, passa in edicola, certa il reparto fumetti e afferra l'ultimo numero di Diabolik. A quel punto, strabuzza gli occhi, guarda fisso il primo che passa e, mostrandogli la copertina, grida: "Incredibile! Li fanno ancora!"

1 commento:

  1. Si forse hai ragione, quello che ne esce è che il fumetto è morto; però è comunque da vedere, almeno ne vien fuori che, qualsiasi cosa fossero questi giornalini o fumetti, non erano poi così male e avevano una loro "pregnanza".

    RispondiElimina