sabato 13 agosto 2011

Un esempio edificante

Forse è vero che, come dice qualcuno, quando si toccano temi attinenti alla religione parto prevenuto. Però leggendo le vignette iniziali di "Le lettere di Padre Clemente", uscito qualche settimana fa in allegato al Giornalino della San Paolo, qualche domanda me la sono posta. Davvero, dico, davvero davvero in un momento come questo, in cui le storie di preti pedofili sono all'ordine del giorno, un dialogo simile sembra appropriato? D'accordo, è una ristampa di storie vecchie, ma insomma...
Senza dimenticarci il pubblico di riferimento del Giornalino, ovvero bambini che la rivista dovrebbe in qualche modo contribuire a educare e formare, salta all'occhio un'altra vignetta, più avanti nella storia (la vedete qui di fianco). Ora, come detto, siamo tutti d'accordo che si tratta di materiale d'altri tempi, ma davvero è il caso che la persona/personaggio protagonista dell'albetto in questione, quello che dovrebbe essere di esempio al lettore, si autodefinisca "italiano di Mussolini"? Attenzione, non sto parlando dell'opportunità di censurare o meno la frase, ma almeno di fornire al lettore gli strumenti per capire ciò che sta leggendo. E per dirgli che essere "di Mussolini", forse, ma solo forse eh, potrebbe anche non essere una cosa positiva.

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