sabato 23 aprile 2011

Oggi ho incontrato George Romero

Oggi ho incontrato George Romero. O meglio, non proprio lui di persona, ma è come se l'avessi fatto. Tutto è iniziato quando mi sono reso conto di essere finito nel posto sbagliato al momento sbagliato. Perché la Coop del Pilastro, situata in un piazzale dimenticato da dio e in grado, già da sola, di richiamare alla mente le atmosfere postnucleari di Interceptor, per il Sabato Santo diventa ancor più inquietante e paurosa del solito.
Con l'occhio spento, si aggirano per i corridoi strascicando i piedi numerose vecchie, coppiette e famigliole, procedendo alla rinfusa, passando davanti agli scaffali e gettando nel carrello oggetti vari in modo apparentemente casuale. Sono i fedeli della domenica (di Pasqua), temibilissimi in quanto, non essendo fedeli a tempo pieno, sono del tutto imprevedibili nei loro comportamenti e nelle loro reazioni.
In questa situazione sfilano davanti ai miei occhi mocciosi armati di cetrioli, che li puntano contro le madri simulando una serie di Ptow Ptow con la bocca; coppie di anziani che contano ad alta voce gli invitati del loro pranzo pasquale senza mai riuscire ad arrivare al totale; mamme che spingono passeggini contenenti Cicciobelli di varie etnie terrestri e non terrestri, inseguite da bambine dagli occhi vitrei. Tra l'altro, giurerei che quel Cicciobello ha guardato deliberatamente verso di me cercando di dirmi con gli occhi: "Liberami, ti prego!", prima che la donna girasse il paseggino rompendo così il contatto di sguardi.
Ho anche collezionato tre buonepasque da persone con pregiudizi (la ragazza al banco del pane, quella ai salumi e quella alla cassa), secondo le quali tutti partecipano al loro rito pagano ormai assorbito dalla mitologia cattolica. Evitando per miracolo di essere morso anche da una sola di quelle orribili creature (cosa che, è risaputo, ti fa diventare come loro), sono riuscito a raggiungere la cassa e poi l'esterno
Una volta fuori ho ripreso a respirare. Ho fatto ritorno a casa in tutta fretta, ho chiuso la porta con la doppia mandata e abbassato le tapparelle. Mi sono sentito, nel film di Romero, come l'unico sopravvissuto all'epidemia di zombi. E visto che la gente comune domani festeggia una resurrezione, io la mezzanotte la passo riguardando per l'ennesima volta La notte dei morti viventi. Ché mica voglio essere io, quello diverso.

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