giovedì 24 giugno 2010

Grazie, Lippi!

Adesso c’è di nuovo speranza.
Difficile non gioire per l’eliminazione dell’Italia dai mondiali. E non mi si dica che sono antitaliano, perché non è così. Au contraire.
La politica vive di una legge non scritta che, più o meno, recita: “Quando sei al governo fai pure tutte le porcherie che vuoi, ma falle di venerdì. Nel weekend la gente pensa a divertirsi, e quando lunedì tornerà a lavoro si sarà dimenticata del motivo per cui ti deve detestare”.
Ora, sui nostri governanti si può dire di tutto, e quasi sempre a ragione. Ma una cosa che non si può negare è che ci conoscano bene. Sanno con chi hanno a che fare e agiscono di conseguenza, infatti la loro porcheria più grande l’hanno fatta alla vigilia del mondiale di calcio, che per noi italiani significa, più o meno, un intero mese di weekend. Un mese franco, in cui poter fare qualsiasi cosa senza il timore del parere dell’opinione pubblica, che già nell’ultimo periodo appariva molto meno favorevole del solito.
L’eliminazione dal mondiale, adesso, giunge provvidenziale come l’unica cosa in grado di risvegliarci dal sonno della ragione. Forse, da domani, saremo di nuovo in grado di occuparci delle questioni molto più serie e urgenti che ci riguardano. Rimbocchiamoci le maniche.
Festeggiare per l’espulsione della nazionale italiana non significa odiare l’Italia. Significa, anzi, tutto il contrario.

1 commento:

  1. Sono d'accordissimo. Dai tempi di Nerone (e anche prima) il ludico acquieta il popolo. Il problema vero, secondo me, è che si dovrebbe fare qualcosa sul serio, perché i nostri "governanti" sanno i nostri punti deboli e tolto il calcio ci sarà altro (la tv infatti pullula di cavolate come il GF, L'isola, ecc?). Essere italiani significa lottare per il nostro Paese, non tifare una squadra sportiva. ;)

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